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associazione
culturale
san gia...zz
DIREZIONE
ARTISTICA
francesco rosati
DIREZIONE
ESECUTIVA
nicola pettola
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GRAFICA
ars idea studio
WEB
DESIGN
luigi sorella
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2006 - San Gia...zz - XI Edizione
2006|
13 Agosto
BLEND PROJECT
CHIARA IZZI |
voce
PINO DE VIVO |
sax tenore
PRIMIANO DI BIASE |
piano
DANIELE BASIRICO |
basso
FRANCESCO BONOFIGLIO |
batteria
GIOVANNINO GIANGIACOMO |
percussioni
2006|
12 Agosto
DANIELE SEPE IN TOUR
DANIELE SEPE |
voce
e sax
AULI KOKKO |
voce
PIERO DE ASMUNDIS |
piano e rhodes
VITTORIO PEPE |
basso
LELLO DI FENZA |
batteria

RASSEGNA
STAMPA............................................................................
Annata 2006
San Giacomo degli Schiavoni.
Contaminazioni affascinanti e rivisitazioni in
chiave jazz di musica popolare, funky, soul e
swing: con un mix di ritmi e suoni davvero
originale e travolgente Daniele Sepe e la sua
band hanno ‘bombardato’ per oltre due ore la
piazza gremita di San Giacomo degli Schiavoni
per la prima delle due serate dedicate alla
ormai celebre manifestazione “San Gia…zz”.
L’artista partenopeo, la sua vocalist
straordinaria (Auli Kokko è una svedese prestata
ai suoni mediterranei) e i suoi musicisti (tra
cui Marzuk Mejiri, il percussionista) hanno
infiammato il pubblico, che ben presto ha
abbandonato tavoli e sedie allestiti davanti al
palco dall’organizzazione per lasciarsi andare a
danze etnico-folk e ballate in chiave ska-reagge
durante uno spettacolo che non ha mai tirato il
fiato.
La serata, apprezzata dai numerosi spettatori
arrivati dai centri limitrofi, si è arricchita
della presenza di Luca Ciarla virtuoso
violinista termolese invitato da Sepe a
accompagnare gli ultimi brani in scaletta. Una
‘improvvisazione’ che si è fusa con i ritmi
jezzati e coinvolgenti della band, alla quale il
pubblico ha saputo rispondere riversandosi sotto
il palco per l'ultimo ballo di saluto.
Daniele Sepe
è la napoletanità che si fonde con il jazz, il
funk, il folk balcanico e il rock, una
contaminazione continua dove la vivacità e la
forza dei suoni si accompagna ad una sentita
critica sociale che non disdegna anche il gioco
dell’ironia.
La carriera artistica del poliedrico artista
napoletano parte nella seconda metà degli anni
’70 con il gruppo operaio di Pomigliano D’Arco E
Zezi insieme al quale incide e suona per alcuni
anni. Nel frattempo gli studi sul flauto si
concludono con un diploma al conservatorio "San
Pietro a Majella" di Napoli; ma il vero amore è
il sassofono. La sua corrosiva forza entra in
contatto con gruppi della new wave partenopea
come Little Italy, Bisca e Degrado collaborando
in alcuni concerti. La passione e le capacità
tecniche sono tante, i guadagni pochi e dunque
Sepe si dedica dapprima alla musica barocca e
poi al ruolo di turnista a fianco di musicisti
quali Nino D’Angelo, Gino Paoli, Eduardo De
Crescenzo e Nino Buoncore. In questo periodo
s’inverte la rotta: poco entusiasmo e maggiori
entrate economiche. Questi sacrifici però non
sono vani perché il sassofonista riesce ad
autoprodursi il primo album "Malamusica" che
ottiene un buon riscontro dalla critica, così
come i seguenti "L’uscita dei gladiatori" e
"Play standards and more".
E’ grazie a Ninni De Pascale della Polo Sud
records che Daniele Sepe ottiene il suo primo
contratto discografico sancito dal disco "Vite
Perdute". Forse inaspettato quanto meritato, il
lavoro riceve un unanime consenso di critica e
pubblico tanto che alcuni registi
cinematografici (Martone, "L’amore molesto";
Ferrario, "Figli d’Annibale"; Battiato,
"Cronache di un amore violato", e numerosi
altri) lo scelgono per musicare le proprie
pellicole. Dopo queste impegnative quanto
prestigiose fatiche, che gli permettono anche di
far conoscere maggiormente il proprio nome, Sepe
incide dapprima "Spiritus Mundi" e poi il suo
primo album per Il Manifesto "Trasmigrazioni".
La stima di questa nuova etichetta nei suoi
confronti è suggellata dalla stampa
dell’antologico "“Viaggi fuori dai paraggi". I
primi premi arrivano con "Lavorare stanca",
libro-cd che riceve tra l’altro il premio Tenco
come miglior album in dialetto e la nomination
al Premio Italiano della Musica (PIM). In coda
agli anni ’90 è invitato in prestigiosi festival
europei come il Womad Bruxelles, Les Allumees di
Nantes, Beethoven Kunstnhalle di Berlino. Non è
quindi un caso che grazie a "Conosci Victor Jara"
entra nelle classifiche indies italiane.
Nel 2000 pubblica "Truffe & Other Sturiellett" a
cui segue la messa in scena al Teatro Argentina
dei "Dieci comandamenti" di Raffaele Viviani,
realizzato insieme a Mario Martone. Le 20 mila
copie vendute del successivo "Jurnateri"
rappresentano una gran bella soddisfazione per
Sepe che ritorna di nuovo a collaborare con il
cinema nei film di Gabriele Salvatores "Amnésia"
e "Casa di frontiera" di Massimo Costa.
Nel 2002 esce il suo nuovo progetto
discografico, "Anime candide" (Il Manifesto),
nel quale Sepe si avvale della collaborazione di
amici e colleghi: Auli Kokko, Luca "Zulù"
Persico, Giuseppe Naviglio, Massimo Ferrante,
Galo Cadena, Roy Paci, Marian Serban, Adnan
Hozic, Emi Salvador, Jorgos Pittas, Franco
Sansalone e Piero Ricci.
Primonumero | Agosto 2006
GALLERIA
FOTOGRAFICA......................................................................



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